Consulenza fiscale: la "Donation-Partage" ("Donazione con ripartizione")
La donation-partage è un istituto originale del diritto francese. È un atto mediante il quale una persona cede e distribuisce i propri beni tra i figli in vita.
La donation-partage è un istituto originale del diritto francese. È un atto mediante il quale una persona cede e distribuisce i propri beni tra i figli in vita. La persona stabilisce pertanto il contenuto della quota che andrà a ciascun figlio. Può creare quote diseguali, purché tale “disuguaglianza” non superi l’importo della quota disponibile che esiste in qualsiasi successione, in altre parole purché il principio diuguaglianza tra figli per quanto riguarda le loro quote di riserva non venga violato.
Uno dei principali vantaggi della donation-partage è che, se tutti i figli l’accettano prima del decesso, essa normalmente eviterà liti tra loro al momento della morte, sebbene l’azione legale sarà comunque possibile in alcuni casi. La donation-partage evita la situazione in cui gli eredi saranno comproprietari di tutti i beni del defunto e una possibile procedura di ripartizione lunga (‘partage’) in caso di disaccordo.
Ha anche un vantaggio essenziale in quanto permette di evitare un problema relativo alla valutazione dei beni donati. Infatti, una volta che il donante è deceduto, i beni donati verranno valutati al valore mantenuto al momento della donazione, contrariamente al momento della distribuzione della successione dopo il morte. Ciò avviene mentre, al contrario, quando si valuta la quota a cui ciascun figlio ha diritto, i doni effettuati integralmente in vita verranno presi in considerazione al loro valore al momento del decesso, il che può creare discrepanze nel trattamento dei figli a seconda di ciò che è stato donato. Consideriamo un esempio: durante la sua vita, un padre fa doni ai suoi due figli, uno di un immobile e liquidità all’altro di valore uguale o due somme di denaro uguali, una delle quali viene successivamente investita dal figlio nell’acquisto di una proprietà mentre l’altro spende il dono senza acquistare nulla. Al momento della morte del padre, il valore del dono preso in considerazione per valutare la quota della successione che deve andare al figlio che ha acquistato l’immobile sarà il valore di mercato al momento del decesso, mentre il dono ricevuto dall’altro (e che lo ha speso interamente) verrà preso in considerazione al suo valore nominale, il che significa che questo figlio beneficerà dell’aumento di valore nel tempo della proprietà acquistata dal fratello. Questo può sembrare piuttosto ingiusto e la donation-partage rimedia a questa situazione “congelando” la valutazione al momento del dono.
Procedura da seguire per effettuare una donation-partage: come qualsiasi dono, una donation-partage deve essere firmata davanti a un Notaio. Due genitori possono donare i rispettivi beni personali ma se esiste una comunione tra coniugi, è preferibile effettuare un unico atto di donazione congiunto mediante il quale ciascun coniuge donai propri beni personali e entrambi i coniugi donano i beni comuni allo stesso tempo.
Perché sia valida, tutti i beneficiari devono accettare la donation-partage, sebbene se uno rifiuta, essa rimarrà valida per gli altri. Chi ha rifiutato non potrà avvalersi della summenzionata regola sulla valutazione e se i beni lasciati nella successione non sono sufficienti affinché riceva l’intera sua quota di riserva della successione, allora avrà diritto a contestare l’ambito della donazione e farla ridurre (‘action en réduction’).
I beni donati nell’ambito di una donation-partage possono consistere in beni specifici esistenti, o mediante reintegro di precedenti doni integrali effettuati. In tal caso, tuttavia, si fa notare che il valore da mantenere per il dono integrale sarà il valore alla data della donation-partage, non il valore al momento del dono integrale. Si raccomanda pertanto di effettuare una donation-partage in primo luogo piuttosto che doni integrali.
Non si è obbligati a donare tutti i propri beni in una donation-partage e in caso di donazione parziale, l’eccedenza dei beni verrà distribuita secondo le regole successorie applicabili per impostazione predefinita.
Una volta che la donation-partage è stata accettata, è normalmente impossibile tornare indietro. Esistono eccezioni in casi molto eccezionali, ad esempio se il dono è stato fatto subordinatamente a un obbligo che non è stato eseguito.
È possibile prevedere, in una donation-partage, che se il beneficiario muore prima del donante, allora il donante riotterrà il bene. Se ciò non è previsto, allora alla morte del beneficiario, i beni donati beneficeranno dei suoi eredi. Tuttavia, se l’intenzione è di riottenere il bene in caso di morte del figlio o dei figli, è essenziale, in caso di più figli, non donare loro gli stessi beni congiuntamente, in altre parole se solo uno muore, allora i beni non possono essere restituiti integralmente. È possibile donare beni di valore diverso a figli diversi ma in tal caso, il figlio che è stato avvantaggiato dovrà restituire la differenza di valore oltre la sua quota di riserva alla successione.
Le conseguenze della donation-partage sulla proprietà: poiché i beni sono stati donati, i figli possono in teoria venderli anche prima della morte del donante. Tuttavia, dovesse esserci una richiesta di riduzione da parte degli altri eredi nel caso non abbiano ricevuto la loro giusta quota, l’acquirente del bene potrebbe essere costretto a restituirlo o a indennizzare tali eredi. Solo se il donante e tutti gli eredi acconsentono alla vendita ciò non sarà possibile.
La donation-partage è quindi uno strumento molto utile ma è anche un argomento molto tecnico e le persone interessate a percorrere questa strada dovrebbero agire con cautela.
Hervé Blatry
Avocat
TEE FRANCE
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