Controversie di vicinato: una panoramica delle regole
Chiunque può aver sofferto per un vicino che non condivide le stesse opinioni su vari aspetti della convivenza.

Come accade con la propria famiglia, non sempre si scelgono i vicini. Chiunque può aver sofferto per un vicino che non condivide le stesse opinioni su vari aspetti della convivenza. Disaccordi che possono portare a una controversia più o meno significativa o causare disagi. Prima di intraprendere la sua personale vendetta, esaminiamo le situazioni che la legge considera controversie di vicinato e che possonoarle motivi legittimi di lamentela.
Il concetto di controversia di vicinato
La prima cosa da sapere è che la controversia di vicinato non è definita da nessuna legge. Quando chiamati a pronunciarsi, i tribunali si affidano invece all’articolo 544 del Codice Civile, che stabilisce che “la proprietà è il diritto di godere e disporre delle cose nel modo più assoluto, purché non se ne faccia un uso proibito dalle leggi o dai regolamenti”.
La Corte di Cassazione ha successivamente stabilito che “nessuno deve causare a un altro un disturbo anomalo di vicinato o che superi i normali inconvenienti del vicinato” (CC, Camera Civile 2, 19 novembre 1986, 84-16.379.).
Il godimento pacifico della propria casa è quindi un diritto di cui nessuno può privarla. Tuttavia, la vicinanza con gli altri richiede un certo grado di tolleranza riguardo ai bisogni e alle scelte altrui. La questione è determinare da quale punto un atto o una situazione diventa sufficientemente dannoso da costituire un disturbo all’ordine pubblico che dovrebbe essere fermato.
Disturbi normali vs anomali
Per ogni caso sottoposto ai tribunali, è necessario distinguere se il disturbo subito costituisce realmente un disturbo anomalo, o semplicemente un’intolleranza insufficiente da parte del reclamante. Per esempio, falciare il prato nei giorni feriali e durante le ore diurne è completamente permesso e non può costituire motivo di lamentela: questo è un normale disturbo di vicinato, che può essere percepito come un fastidio dai vicini. Un giusto equilibrio deve essere trovato tra la necessità di falciare e la pace a cui i vicini hanno diritto.
Un altro disturbo frequentemente sollevato davanti ai tribunali è la riduzione della luce solare su un terreno a causa della crescita eccessiva di un vicino o dell’edificazione di un nuovo edificio. Anche in questo caso, ogni caso sarà esaminato indipendentemente per determinare se l’ombra impedisce genuinamente al vicino di godersi la luce solare nel proprio giardino. Le regole infatti non possono essere assolute: anche quando piantato lontano dal confine tra le proprietà, un albero può causare pregiudizio ai vicini, che sarà condannato dalla giurisdizione competente.
Regole preventive riguardanti i disturbi di vicinato
Per minimizzare i procedimenti giudiziari, il Codice Civile e la giurisprudenza – o in mancanza, le autorità locali direttamente – hanno stabilito regole per la convivenza.
È stato fissato un orario per le attività rumorose – dopo le 22 di sera e il pomeriggio della domenica sono generalmente proibiti. Inoltre, l’articolo 671 del Codice Civile stabilisce che le piantumazioni devono rispettare una distanza dalla recinzione del vicino, che varia da 50 centimetri a 2 metri a seconda del tipo di piantumazione, e dipenderà anche dal regolamento locale. I proprietari di vegetazione sono anche invitati ai sensi dell’articolo 673 a potare i rami in modo da non consentire loro di avanzare sulla proprietà vicina.
Per tutti gli altri casi più specifici, come il possesso di un animale particolare, la pratica di un’attività fastidiosa, o la vita quotidiana nell’appartamento al piano di sopra, spetterà ai tribunali decidere caso per caso se il disturbo è anomalo o meno. La libertà di uno finisce dove inizia quella degli altri, ma non si può impedire ai vicini di vivere normalmente anche se questo impatta la propria pace.
Nella maggior parte dei casi, è preferibile procedere con la conciliazione piuttosto che con l’azione legale, che è costosa e spesso lunga. Si prega di notare che anche le regole citate rimangono soggette alla valutazione del giudice, che valuterà se il disturbo è realmente pregiudizievole per il reclamante. Per tornare all’esempio dell’albero che fa ombra, questo non può essere abbattuto se il vicino ha comunque un’area soleggiata sufficiente sul proprio terreno. Il buon senso prevale sempre nelle questioni di disturbo di vicinato, quindi si assicuri di proteggersi prima di lamentarsi!


