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L'Immobiliare del Domani: 3 Grandi Cambiamenti in Arrivo

Mentre l'immobiliare è uno dei settori più stabili, deve comunque adattarsi alle nostre esigenze in evoluzione. È così che i nostri spazi abitativi si sono ampliati e le nostre cucine si sono (spesso) aperte negli ultimi decenni: l'abitazione e la sua disposizione riflettono il nostro modo di vivere e il modo in cui interagiamo con i nostri cari.

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L'Immobiliare del Domani: 3 Grandi Cambiamenti in Arrivo

Mentre l’immobiliare è uno dei settori più stabili, deve comunque adattarsi alle nostre esigenze in evoluzione. È così che i nostri spazi abitativi si sono ampliati e le nostre cucine si sono (spesso) aperte negli ultimi decenni: l’abitazione e la sua disposizione riflettono il nostro modo di vivere e il modo in cui interagiamo con i nostri cari. Oggi emergono nuove questioni, portando molte persone a riconsiderare la loro percezione della casa e ad agire in modo concreto. Esaminiamo tre cambiamenti che sembrano destinati a plasmare l’immobiliare di domani.

#1 Acquistare Immobili più Accessibili

I prezzi degli immobili nelle città stanno diventando un problema insormontabile per una crescente porzione della popolazione, impossibilitata a diventare proprietaria di case nelle grandi aree metropolitane. A Parigi, nell’ultimo anno, il prezzo medio degli immobili è aumentato del 7,3%. In tutta la Francia metropolitana, l’INSEE ci informa che l’indice dei prezzi degli immobili è aumentato di quasi il 22% tra il 2010 e il 2020. Molte famiglie, i cui redditi non hanno visto una tale crescita, devono scegliere tra affittare o trasferirsi per trovare immobili altrove alla loro portata.

Mentre la pandemia di Covid-19 ha altrimenti incoraggiato la domanda di abitazioni in zone più rurali, metà della popolazione mondiale vive comunque nelle città oggi. Questo fenomeno potrebbe persistere e persino intensificarsi, soprattutto perché il lavoro rimane in gran parte concentrato nelle aree urbane, così come le migliori scuole e i centri sanitari.

L’edilizia abitativa deve essere riconsiderata collettivamente, per offrire soluzioni più accessibili garantendo condizioni di vita dignitose, se non piacevoli. Questo richiede una forte azione pubblica, che permetta la creazione di zone residenziali in posizioni strategiche e la riqualificazione approfondita dello spazio urbano, sviluppando trasporti adeguati e di qualità: trasporti pubblici ovviamente, ma anche piste ciclabili.

Questi cambiamenti sono in corso, e le politiche mirate a consentire la proprietà con un budget più ridotto si concentrano su una gamma più ampia di opzioni e incentivi fiscali come il regime degli alloggi intermedi, la legge Pinel, il regime “Louer Abordable” o la legge Denormandie per gli immobili più vecchi. Acquistare a prezzo più basso permetterà agli investitori di offrire affitti più attraenti e ai proprietari di assumersi meno debiti.

#2 Adattare l’Abitazione al Proprio Stile di Vita

Il secondo tema riguarda come viviamo la proprietà. A partire dall’immediato entorno della casa: addio alla tendenza di ammassarsi in grandi co-proprietà senza anima o quartieri completamente cementificati. L’equilibrio di oggi implica più spazio, facilità di parcheggio, più spazi verdi, e le nuove costruzioni sono progettate tenendo conto di questo. Ma il cambiamento continua, con la generalizzazione dello spazio esterno nella maggior parte dei nuovi edifici collettivi, la riforestazione di molti tetti o facciate e, in generale, la ricerca di un nuovo modo più qualitativo di vivere nelle (piccole) abitazioni urbane. L’abitazione non è più vista come un semplice strumento funzionale; sta diventando un elemento essenziale dell’equilibrio di vita e deve quindi soddisfare le aspirazioni profonde dei suoi occupanti, oltre agli aspetti pratici.

All’interno delle case, la crisi sanitaria ha generato nuove esigenze, in particolare quella di avere più spazio per una coabitazione familiare più armoniosa quando il lockdown è la norma. La comunicazione tra gli spazi viene riconsentita per permettere sia interazioni più ricche che la pace individuale preservata quando necessario.

Inoltre, la possibilità di installare un ufficio a casa invece di lavorare all’angolo di un tavolo sta guadagnando importanza. Il telelavoro obbligatorio ha permesso alle aziende e ai lavoratori di scoprirne i benefici – l’eliminazione del tempo di pendolarismo essere il più ovvio – e il desiderio di continuare questa pratica, almeno parzialmente, è diffuso. Tuttavia, bisogna poter lavorare comodamente da casa: una stanza dedicata è l’ideale, ma comporta costi aggiuntivi che non tutti possono permettersi.

Niente paura, la soluzione potrebbe essere combinare i nostri primi due cambiamenti. Trasferendosi più lontano dal lavoro – più lontano dalla città – una famiglia guadagnerà in budget senza subire inconvenienti insormontabili se il telelavoro diventa la norma due o tre giorni a settimana.

#3 Agire contro il Cambiamento Climatico

L’abitazione è infine destinata a evolversi significativamente verso una maggiore resilienza di fronte al cambiamenti climatico. Due punti meritano di essere evidenziati qui.

In primo luogo, l’adattamento del parco immobiliare esistente, per il quale il governo persegue una politica attiva da circa dieci anni e che continua a rafforzarsi. Notiamo l’entrata in vigore lo scorso agosto della legge Clima e Resilienza, che prende di mira le proprietà classificate come “colabrodo termico” – cioè classificate F o G sul certificato di prestazione energetica – e aggiunge anche quelle classificate E all’elenco. Presto saranno vietate all’affitto, e il parco immobiliare collettivo è particolarmente preso di mira poiché generalmente poco ristrutturato. Eppure i proprietari hanno ogni ragione di agire: gli occupanti per migliorare il loro comfort, ridurre le bollette energetiche e aumentare il valore della loro proprietà, e i proprietari principalmente per quest’ultimo motivo ma anche per mantenere il loro capitale in buone condizioni.

Ristrutturare gli immobili più vecchi in questo contesto mira a migliorare l’isolamento e permettere la produzione di riscaldamento e acqua calda a costo inferiore: finanziariamente attraverso il consumo ridotto, e collettivamente attraverso le minori emissioni di gas serra legate all’energia. Sono disponibili aiuti per ridurre i costi di ristrutturazione, come il regime Ma Prime Rénov’.

Il secondo asse riguarda le nuove costruzioni, che sono progettate per proteggere gli occupanti dalle ondate di calore intense e limitare il consumo energetico necessario in inverno per riscaldare le case. Gli standard attuali sono più restrittivi di prima, ma i futuri proprietari possono comunque migliorare la loro azione optando per i materiali più isolanti e di qualità, e le attrezzature di riscaldamento meno energivore: se la spesa iniziale è più alta, sarà compensata da bollette più basse e dal valore di rivendita più elevato dell’immobile.

Il mercato immobiliare sta attualmente seguendo un percorso che dovrebbe permettergli di adattarsi alle sfide di domani. Poter vivere comodamente in una casa sana non troppo lontana dal proprio luogo di lavoro implica ridurre la quota di immobiliare nel bilancio delle famiglie più modeste o anche della classe media. La disposizione, nel frattempo, deve seguire i bisogni di una popolazione che sta abbandonando parte del parco immobiliare che non soddisfa le sue aspettative. La ristrutturazione, infine, mostra un ritardo in Francia che può essere spiegato solo dalla scarsa educazione dei proprietari sui benefici che ne deriverebbero. Costruiamo insieme il parco immobiliare di domani, la cui qualità beneficherà i nostri figli!

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