Immobiliare ed ecologia: gli sviluppi chiave del 2021
Approfondimento sulle nuove misure ecologiche mirate a limitare l'inquinamento emesso dalle abitazioni francesi nel 2021.

L’edilizia e il settore immobiliare sono settori al centro dell’azione del governo per combattere le emissioni di gas serra. A seguito dell’entrata in vigore del regime Ma Prime Rénov’ a gennaio, oggetto di un nostro precedente articolo, nuove misure mirano a limitare l’inquinamento emesso dalle abitazioni francesi. Approfondimento sulle decisioni assunte o in fase di definizione all’inizio del 2021.
Con la norma RE 2020, il riscaldamento a gas è destinato a scomparire
A partire dall’estate prossima, il riscaldamento a gas sarà vietato nelle nuove costruzioni. Una notizia sorprendente, considerando che attualmente il 75% delle abitazioni collettive e il 21% delle case singole sono dotate di caldaie a gas. Anche il biogas sarà vietato; sarà necessario scegliere un’altra fonte energetica.
Per le abitazioni esistenti, la sostituzione di una caldaia a gas potrà avvenire con la stessa energia. Fortunatamente, poiché trasformare l’intero sistema di riscaldamento sarebbe un costo che molti proprietari non potrebbero sostenere.
L’entrata in vigore per i permessi di costruzione presentati dall’estate 2021 offre tuttavia flessibilità: il divieto si applicherà alle abitazioni collettive solo nel 2024. Questo lascia tempo per perfezionare soluzioni alternative per il riscaldamento di queste grandi superfici.
Va inoltre notato che la norma RE 2020 introduce il concetto di ciclo di vita dei materiali, con i materiali biosourced (legno, canapa, cellulosa, ecc.) che naturalmente occupano un posto centrale. Saranno fissate soglie per limitare lo stoccaggio di carbonio. Infine, le abitazioni dovranno essere meglio adattate alle ondate di calore.
Un nuovo DPE per l’estate
Il ministero della transizione ecologica ha voluto rendere più affidabile, chiaro e applicabile il diagnostico di prestazione energetica (DPE)! Ora indicherà il consumo energetico dell’immobile, con una stima della bolletta energetica correlata. Le emissioni di gas serra saranno prese in considerazione in modo più concreto per correggere alcune ingiustizie. Infatti, un immobile più vecchio ad alta emissione poteva ricevere lo stesso punteggio di un immobile recente perché non consumava più energia, anche se inquinava eccessivamente l’atmosfera.
I combustibili fossili come il gas o l’olio saranno automaticamente visti in modo meno favorevole, mentre il riscaldamento a legna ed elettrico salirà nella classifica. Il DPE errato sarà applicabile dal 1° luglio 2021 come gli altri diagnostici obbligatori.
Questo DPE più affidabile permetterà una migliore conduzione della politica nazionale di ristrutturazione degli alloggi. In particolare, le agevolazioni potranno essere assegnate con una migliore conoscenza della situazione.
Niente più affitto per i colabrodo termici
Sul fronte degli affitti, e all’indomani delle misure precedenti, gli immobili troppo inefficienti dal punto di vista energetico saranno presto semplicemente vietati dall’affitto. La Francia dispone di 2 milioni di “colabrodo termici” che rientrano nelle categorie F e G del DPE.
Dal 2023, gli immobili classificati G non potranno più essere affittati, ma rappresentano solo 90.000 immobili, ovvero il 4% del patrimonio interessato. Il governo desidera procedere con prudenza, con una seconda fase nel 2025 che fissa nuove soglie consentite (ancora in fase di studio) prima di vietare tutti questi immobili dall’affitto nel 2028. Questo dovrebbe incoraggiare i proprietari a pianificare lavori di ristrutturazione genuini il prima possibile.
L’edilizia sociale si modernizza
Un budget di 500 milioni di euro mirerà, quest’anno e nel 2022, a sostenere la ristrutturazione energetica dell’edilizia sociale. Le richieste delle associazioni abitative devono essere presentate prima del 1° giugno 2021 alle autorità competenti.
Il livello medio di sovvenzione assegnata per queste ristrutturazioni è fissato a 11.000 sterline per immobile, e può raggiungere 20.000 sterline a seconda della natura dei lavori. L’obiettivo è quello di far uscire questi immobili dalle categorie F e G del DPE e quindi evitare il divieto sopra menzionato.
Il governo intende raggiungere un totale di 40.000 immobili ristrutturati, con la metà di essi entro il 2021.
L’etichetta RGE si evolve
La qualifica “Reconnu Garant de l’Environnement” (Riconosciuto Garante dell’Ambiente), assegnata alle imprese edili a determinate condizioni, permette in particolare ai nuclei familiari che effettuano lavori di ristrutturazione di beneficiare delle agevolazioni istituite dal governo.
Per rafforzare questa etichetta, gli audit aziendali saranno più rigorosi e rafforzati con controlli per rilevare frodi e difetti di manodopera. Griglie di audit vengono rese disponibili affinché le aziende possano prepararsi.
Inoltre, 19 aree saranno coperte dalla qualifica RGE, rispetto alle 12 precedenti. Questo permette un targeting più preciso delle competenze necessarie per il completamento. L’isolamento interno e l’isolamento esterno saranno distinti, ad esempio.
Un passo decisivo è stato compiuto nel nostro Paese, che mira a diventare un modello europeo in termini di prestazione energetica degli alloggi. Per il momento, siamo piuttosto in ritardo, come ha recentemente evidenziato un argomento pubblicato su capital.fr. Speriamo che le misure poste in atto permettano un reale progresso ecologico, ma anche economico e sociale.


