Tassi di interesse sui mutui nel 2021: evoluzione e tendenze
Il 2020 ha dimostrato una relativa stabilità nei tassi di interesse per i mutui, nonostante la pandemia e le preoccupazioni che essa ha generato. Nel 2021, la ripresa più concreta dell'attività fornisce un quadro più chiaro della direzione che il mercato del credito immobiliare sta prendendo per i mesi a venire, grazie ai precedenti movimenti dei tassi. Mettiamo questi dati in prospettiva, per proiettare avanti e stimare se la fine del 2021 si sta configurando come un periodo favorevole per impegnarsi in un progetto di acquisizione immobiliare.

Il 2020 ha dimostrato una relativa stabilità nei tassi di interesse per i mutui, nonostante la pandemia e le preoccupazioni che essa ha generato. Nel 2021, la ripresa più concreta dell’attività fornisce un quadro più chiaro della direzione che il mercato del credito immobiliare sta prendendo per i mesi a venire, grazie ai precedenti movimenti dei tassi. Mettiamo questi dati in prospettiva, per proiettare avanti e stimare se la fine del 2021 si sta configurando come un periodo favorevole per impegnarsi in un progetto di acquisizione immobiliare.
Un inizio del 2021 all’insegna della discesa dei tassi
Per misurare l’impatto dell’evoluzione dei tassi attuale, poniamo innanzitutto il 2021 nel contesto storico bancario degli anni precedenti. Se consideriamo alcuni punti di riferimento chiave, notiamo i tassi medi osservati di circa: • 1,32% ad aprile 2019, • 1,11% a dicembre 2019, • 1,27% a giugno 2020, • 1,15% a dicembre 2020.
L’inizio della crisi sanitaria è stato contrassegnato da un balzo dei tassi di interesse, facilmente spiegabile dalle preoccupazioni su un possibile crollo dei prezzi o della domanda. Tuttavia, non è stato necessario aspettare la fine dell’anno affinché il tasso medio riprendesse il suo declino. È quindi interessante verificare se questa tendenza sia continuata quest’anno, e la risposta è sì: dall’inizio del 2021, il tasso medio si è attestato all’1,13% nel primo trimestre.
Un nuovo calo dei tassi osservato ogni trimestre
Il secondo trimestre ha sorpreso nuovamente gli specialisti, con un tasso medio sceso all’1,06% a maggio e giugno, rappresentando un calo di 9 punti base rispetto a dicembre.
Si può fare una distinzione in base ai livelli di reddito familiare. Gli acquirenti che guadagnano meno di 3 volte il salario minimo nazionale hanno così ottenuto i loro prestiti, in media, all’1,11%, mentre coloro il cui reddito si situa tra 3 e 5 volte il salario minimo hanno ottenuto l’1,04%. Il premio va ai redditi che superano 5 volte il salario minimo che, in media allo 0,94%, hanno ottenuto tassi che scendono sotto la soglia dell’1%. Anche su 25 anni, questa categoria riesce a restare al di sotto di questa soglia simbolica. Questo sforzo delle banche è spiegato dal minor rischio di prestito agli individui più facoltosi.
Nel terzo trimestre, i tassi hanno registrato nuovamente un leggero calo, per una media posizionata all’1,05%. Tuttavia, la tendenza al ribasso continua, specialmente considerando che questi tassi vengono concessi per durate che stanno registrando un aumento relativamente significativo: 237 mesi a giugno, contro una media di 231 mesi nel primo trimestre.
Ottobre sembra segnare nuovi record, con tassi previsti allo 0,78% su 15 anni, 0,96% su 20 anni e 1,16% su 25 anni. Raggiungerebbero rispettivamente lo 0,52%, 0,63% e lo 0,89% sulle stesse durate per le domande più solide.
È questo il momento giusto per contrarre un mutuo?
Se vi state ponendo questa domanda, tenete ben presente che il 2021 offre non solo tassi più vantaggiosi di quelli osservati dall’inizio della pandemia, ma anche inferiori a quelli del 2019. Al contrario, vengono concessi meno mutui: il 13,6% in meno nella prima metà del 2021, rispetto alla prima metà del 2019 (il calo era stato ancora più significativo nel 2020).
La lezione da trarre da questo è che le banche stanno diventando più selettive. Oltre alle raccomandazioni rigorose dell’HCSF sui rapporti rata-reddito, formulate già nel 2019, gli istituti bancari sono desiderosi di escludere le domande più rischiose, in un contesto in cui l’economia di un nucleo familiare può anche cambiare a causa dell’aspetto sanitario che porta più facilmente all’impossibilità di lavorare o a maggiori difficoltà economiche. Sono i richiedenti più giovani e più precari a sopportare il peso di questa politica, adottata dalle banche meno inclini a estendere la fiducia.
Tuttavia, le stesse banche devono raggiungere i loro elevati obiettivi di prestito per l’anno, e stanno attivamente cercando domande di finanziamento. Entro la fine del 2021, sarà probabilmente possibile negoziare tassi storicamente bassi, alla sola condizione di presentare un curriculum irreprensibile e una domanda solidissima.
Notevolmente, una comprovata stabilità professionale, un buon livello di apporto personale (minimo 10%, 20% per maggiore tranquillità) e un rapporto rata-reddito inferiore alla soglia del 35% saranno condizioni essenziali. Prevedete anche di presentare estratti conto privi di saldi negativi negli ultimi tre mesi, e regolate se possibile eventuali altri prestiti in corso.
Con i prezzi degli immobili che continuano la loro traiettoria al rialzo, sembra rischioso aspettare altri sei mesi per lanciare un progetto che oggi può godere delle condizioni di finanziamento più vantaggiose mai concesse. Tanto più che i tassi dovrebbero logicamente risalire trainati dall’inflazione che ha già ripreso il suo percorso al rialzo: questa tregua – o questa inerzia – sembra un momento favorevole per il completamento di un’acquisizione!


