Come far iscrivere la propria proprietà come monumento storico
Abita in un castello, una ex casa signorile, un maniero, un ex palazzo... Queste proprietà eccezionali si distinguono dalle altre per la loro età, il loro stile architettonico, la loro storia, e soprattutto possono essere tutte iscritte come monumenti storici. Questa distinzione, non solo prestigiosa, consente di beneficiare di una tassazione vantaggiosa e di contributi da parte delle autorità pubbliche in caso di importanti lavori di restauro sulla proprietà. Questi vantaggi non sono da sottovalutare, ma non bisogna scoraggiarsi di fronte ai numerosi passaggi amministrativi richiesti da una tale domanda.

Abita in un castello, una ex casa signorile, un maniero, un ex palazzo… Queste proprietà eccezionali si distinguono dalle altre per la loro età, il loro stile architettonico, la loro storia, e soprattutto possono essere tutte iscritte come monumenti storici.
Questa distinzione, non solo prestigiosa, consente di beneficiare di una tassazione vantaggiosa e di contributi da parte delle autorità pubbliche in caso di importanti lavori di restauro sulla proprietà. Questi vantaggi non sono da sottovalutare, ma non bisogna scoraggiarsi di fronte ai numerosi passaggi amministrativi richiesti da una tale domanda.
Ecco i passaggi da seguire:
1) Segnalare la propria residenza
Il proprietario deve prima contattare la DRAC (Direction Régionale des Affairs Culturelles – Direzione Regionale degli Affari Culturali) per creare il fascicolo. Questo comprende documenti come articoli sulla proprietà e fotografie della proprietà da proteggere.
Dopo la domanda, la proprietà sarà visitata dagli agenti della DRAC e dagli architetti, che completeranno il fascicolo. Viene quindi inviato per parere a diverse persone: l’architetto capo dei monumenti storici, l’architetto degli edifici francesi, il conservatore regionale dei monumenti storici e il conservatore regionale dell’inventario. Potrebbero anche visitare la proprietà.
2) Esame da parte del comitato
La DRAC, secondo criteri definiti e attraverso il prefetto regionale, accetta o rifiuta il fascicolo. Questo implica rispondere sì o no alla domanda: la proprietà presenta, per motivi storici o artistici, “un interesse sufficiente a rendere auspicabile la sua conservazione”? Il fascicolo può anche essere inviato direttamente al Ministero della Cultura, che deciderà autonomamente.
3) Validazione o rifiuto del fascicolo
Se il fascicolo viene validato, viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
A seconda dei fascicoli e delle domande ricevute, la proprietà può essere iscritta come monumento storico o beneficiare dell’inventario supplementare dei monumenti storici (ISMH).
Se si tratta dell’iscrizione come monumento storico, dopo la validazione da parte della DRAC, il fascicolo ritorna alla Commissione Nazionale per i Monumenti Storici che, dopo consultazione con la Commissione Regionale per il Patrimonio e i Siti, concederà o rifiuterà questo status. Se non riescono a raggiungere un accordo, sarà il Consiglio di Stato a decidere.
Se si tratta di beneficiare dell’inventario supplementare dei monumenti storici, la valutazione si ferma a livello regionale, ovvero quella della DRAC.
L’unica cosa che distingue questi due status è la possibilità o meno di effettuare lavori sulla proprietà.
Se la proprietà è protetta, i proprietari devono ottenere l’autorizzazione dalle autorità pubbliche per effettuare lavori. “Non può essere distrutta o spostata, anche solo in parte, né essere oggetto di lavori di restauro, riparazione o modifica di alcun tipo, senza autorizzazione dell’autorità amministrativa.”
I servizi dello Stato devono anche essere informati in caso di vendita della proprietà.
Se la proprietà è iscritta all’inventario supplementare dei monumenti storici, il proprietario è soggetto all’obbligo di non apportare alcuna modifica all’edificio o alla parte dell’edificio iscritto senza aver, quattro mesi prima, informato il prefetto regionale della propria intenzione e indicato i lavori che intende effettuare.
Il prefetto regionale può opporsi a questi lavori solo avviando una procedura di iscrizione ai monumenti storici. Concedono anche importanti lavori che richiedono permessi di costruire, permessi di sviluppo o demolizione.
È obbligatorio iscrivere la propria proprietà o si può rifiutare di registrarla?
L’autorizzazione del proprietario non è obbligatoria quando si tratta di registrare una proprietà nell’inventario supplementare dei monumenti storici. Ma se si tratta dell’iscrizione come monumento storico, non si può fare nulla senza il consenso del proprietario.
Se il proprietario rifiuta, il Ministero della Cultura può decidere di iscrivere la proprietà direttamente, per un anno. Durante questo periodo, l’amministrazione può effuare i passaggi necessari per tornare a una procedura normale.


