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Le Régent, diamante dell'eccesso

Tra i gioielli offerti all'umanità dalla natura, il diamante bianco chiamato Le Régent è indubbiamente uno dei più favolosi.

Le Régent, diamante dell'eccesso

Tra i gioielli offerti all’umanità dalla natura, il diamante bianco chiamato Le Régent è indubbiamente uno dei più favolosi. Candidato al record del diamante più maestoso, è stato oggetto di numerose bramosie da parte dei re francesi in particolare, prima di concludere il suo percorso al Museo del Louvre dove trascorre (probabilmente) giorni felici. Uno sguardo retrospettivo all’epopea di questo gigante del regno minerale.

Un lungo viaggio verso la Francia

Sono passati più di tre secoli da quando uno schiavo mise le mani, nel 1698 in India, su una straordinaria gemma di 426 carati (poco più di 80 grammi) che si rivelò essere il più grande diamante bianco esistente all’epoca. Avendola nascosta sotto una bendatura, lo schiavo tentò secondo la leggenda di usarla per comprare la sua libertà da un marinaio che invece lo uccise e vendette l’oggetto al governatore britannico Thomas Pitt.

Raggiunse quindi naturalmente l’Inghilterra, dove il gioielliere londinese Harris lo tagliò nel 1704, in un magnifico brillante di 140,5 carati soprannominato Pitt durante le sue presentazioni ufficiali in Europa. I frammenti ottenuti durante la trasformazione furono invece venduti allo Zar Pietro il Grande e presero la strada per la Russia.

Dopo un primo rifiuto di acquisto da parte di Luigi XIV, si dovette aspettare fino al 1771 affinché il diamante diventasse proprietà della Francia, quando il Reggente Filippo d’Orléans, su consiglio di Saint-Simon, lo acquisì e gli diede il suo soprannome definitivo. La transazione costò alla corona la somma di 650.000 lire, per acquistare ciò che da allora divenne un emblema della regalità francese.

Proprietari prestigiosi

Luigi XV indossò per primo Le Régent sul suo copricapo durante una visita all’ambasciata turca, prima di raggiungere la maggiore età e collocarlo sulla sua corona in occasione della sua incoronazione nel 1722. Mantenne l’abitudine di indossarlo regolarmente sul suo cappello per tutto il regno.

In seguito, Luigi XVI – e Maria Antonietta secondo le storie – amavano ornarsi con il diamante in varie occasioni, e il monarca, nipote di Luigi XV, lo indossò orgogliosamente in occasione della sua incoronazione, ma anche della prima sessione degli Stati Generali.

La Rivoluzione portò nuove avventure nella vita di Le Régent: prima esposto per tutti da vedere nel 1791 al Garde-Meuble nazionale, inevitabilmente finì per essere rubato nel 1792 (insieme al Bleu de France tra gli altri) e poi ritrovato nel 1793 nascosto nella struttura di un hotel Avenue Montaigne. Il Direttorio e il Consolato lo impegnarono in diverse occasioni negli anni successivi, fino a quando Napoleone se ne impadronì nel 1801.

Prima incastonato sulla sua spada come Primo Console dai tre orafi Odiot, Boutet e Nitot, seguì l’evoluzione del suo proprietario e fu integrato nel 1812 nella spada dell’Imperatore Napoleone I.

Nuovo sconvolgimento alla caduta del Primo Impero, quando Maria Luisa d’Austria portò con sé il prezioso diamante il 29 marzo 1814. Fortunatamente per il nostro paese, suo padre l’Imperatore Francesco I d’Austria decise di restituire questo simbolo alla Francia pochi giorni dopo. Trovo allora il suo posto accanto alla regalità sotto la Restaurazione, sulle corone di Luigi XVIII e Carlo X. L’Imperatrice Eugenia, per parte sua, lo espose ai balli alle Tuileries, incastonato sulla fascia di stile greco della sua corona.

Verso il Museo del Louvre

L’asta dei gioielli della corona nel 1887 offrì quasi in vendita Le Régent insieme ad altre meraviglie acquistate per lo più dai gioiellieri Boucheron e Bapst o dall’americana Tiffany & Co che generalmente recuperarono le pietre a scapito delle parure. Fortunatamente il nostro diamante nazionale sfuggì ad essa e mantenne il suo posto accanto alla Repubblica.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, fu nascosto nel gesso di uno dei camini del Castello di Chambord e nuovamente evitò di essere portato lontano dalla Francia attraversando il Reno.

Infine, come finale riposante dopo tante emozioni certamente provate dai suoi proprietari se non dal diamante, Le Régent fu affidato al Museo del Louvre, dove riposa tranquillo nella Galleria Apollo. Potete trovarlo lì con il numero di inventario MV 1017.

Formidabile viaggio quello di Le Régent, che rimarrà per sempre legato alla Storia di Francia. La sua purezza e la qualità del taglio che le diedero vita ne fanno certamente una delle pietre più belle del pianeta. Da ammirare senza moderazione!

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