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Il Banchetto di Erode: una pittura su pietra, con effetto 3D!

Probabilmente siete abituati ad ammirare dipinti e sculture, ma avete mai contemplato l'unione delle due, una pittura su pietra che rappresenta una scena degna dei grandi capolavori? Potete colmare questa potenziale lacuna grazie al pittore di Lille Jean-Baptiste...

Il Banchetto di Erode, di Donatello

Probabilmente siete abituati ad ammirare dipinti e sculture, ma avete mai contemplato l’unione delle due, una pittura su pietra che rappresenta una scena degna dei grandi capolavori?

Potete colmare questa potenziale lacuna grazie al pittore di Lille Jean-Baptiste Wicar, che acquisì il Banchetto di Erode, scultura di Donatello senza pari in Francia, prima di lasciarla in eredità alla Società di Scienze, Agricoltura e Arti di Lilla nel 1834. È ora esposta al Palais des Beaux-Arts della capitale delle Fiandre.

L’opera fu probabilmente commissionata allo scultore da Cosimo de Medici, una figura potente di Firenze e intenditore d’arte. Appare nell’inventario dei beni appartenenti al nipote Lorenzo de Medici, noto come “il Magnifico”.

Due scene in una, la storia di una tragedia

Ispirato ai Vangeli, il Banchetto di Erode denuncia l’assassinio di San Giovanni Battista, che battezzò Gesù Cristo. Secondo la narrazione, il re Erode Antipa contrrasse un matrimonio incestuoso con la cognata Erodiade, denunciato da Giovanni Battista, che fu imprigionato per questo.

Sul lato destro della scultura, Salome, figlia di Erodiade, esegue una danza avvincente nel cortice del palazzo, osservata dalla folla e dal boia. Fu Erodiade che presumibilmente incoraggiò a sedurre Erode, per ottenere i suoi favori. Ella doveva soddisfare la vendetta di sua madre chiedendo la testa di Giovanni Battista.

A sinistra, l’altra parte della scena rivela un banchetto durante il quale la testa del santo viene presentata a Erode su un vassoio. In primo piano, una giovane donna – probabilmente Salome – può essere vista, inorridita da ciò che vede.

Un’impresa tecnica di Donatello

Donatello, il più grande scultore del Rinascimento italiano, dimostra un’eccezionale maestria. Egli impiega in particolare la tecnica del rilievo stiacciato (bassorilievo appiattito) della quale è l’inventore, così come le leggi della prospettiva lineare di Alberti. Questa prospettiva utilizza un solo punto di fuga, creando l’illusione della profondità su un dipinto che è tuttavia prevalentemente bidimensionale.

Fino a otto piani successivi vengono utilizzati per imprimere la scena nei minimi dettagli su appena un centimetro di profondità. I numerosi dettagli dell’architettura di sfondo arricchiscono l’impressione di realtà, mentre le espressioni sui volti trasmettono la forte emozione espressa dalle due scene. L’impressione della visione tridimensionale è sorprendente.

Per quanto riguarda le scelte stilistiche della rappresentazione, notate che il termine Rinascimento si riferisce alla riscoperta dell’Antichità da parte degli artisti del XV secolo. Le vesti drappeggiate indossate dagli ospiti, l’armatura e l’architettura del luogo ne sono ispirati.

Da scoprire al Palais des Beaux-Arts di Lilla!

Fuori Parigi, il Palais des Beaux-Arts di Lilla è il più grande museo di belle arti per numero di opere esposte. Occupa un magnifico edificio del XIX secolo di 22.000 m², con una superficie di 12.000 m² dedicata alle mostre. Le collezioni visibili sono numerose:

  • Pittura europea con opere di Rubens, Van Dyck, Goya e Delacroix;
  • Dipinti francesi di David, Courbet, Puvis de Chavannes, tra gli altri, per un totale di più di 1.500 dipinti presentati all’interno del museo;
  • Sculture del XIX secolo del famoso Rodin, Claudel e Carpeaux, tra gli altri;
  • Ceramiche del XVII e XVIII secolo,
  • Un dipartimento medievale e rinascimentale,
  • Un importante gabinetto di disegni e fotografie, comprendenti 40 fogli di Raffaello e altri di Michelangelo;
  • Modelli in scala del XVIII secolo, di circa quindici città fortificate di Vauban nel nord della Francia e in Belgio.

Vengono offerti diversi tour guidati, di durata approssimativa variabile e mirati a soffermarsi su vari temi. Potete così ammirare i “bei ragazzi”, seguire il percorso “a tavola”, le “storie animali” o scoprire l’architettura.

Il Banchetto di Erode, come avrete capito, è tra i tesori unici da scoprire in questo splendido museo di Lilla, ma è lontano dal costituirne l’unica attrazione. Visita essenziale per qualsiasi amante dell’arte, è un passaggio logico per chi cerca di completare la propria cultura dopo aver visitato il Louvre e il Musée d’Orsay, tra gli altri.

Si prega di notare che il Palais des Beaux-Arts di Lilla è chiuso il martedì e in alcuni festivi. Buona visita!

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