La storia dei santons provenzali
Il Natale sta arrivando! È arrivato il momento di decorare la casa con i colori natalizi e di allestire l'albero! Ma alcune persone disfano anche tutti i santons per collocarli nella capanna natalizia!

Il Natale sta arrivando! È arrivato il momento di decorare la casa con i colori natalizi e di allestire l’albero! Ma alcune persone disfano anche tutti i santons per collocarli nella capanna natalizia!
La natività è tradizionalmente associata alle festività natalizie, e se Lei segue questa tradizione, deve sapere che si tratta di una drammatizzazione della nascita di Gesù, tra la Sacra Famiglia, i pastori, gli animali, gli abitanti di un villaggio provenzale e i loro mestieri tradizionali. Tutti questi personaggi sono rappresentati sotto forma di santons, ma conosce la loro storia?
I santons, originari della Provenza, sono piccole figurine in argilla decorata, che rappresentano i vari personaggi presenti alla nascita di Gesù. Questa tradizione risale al Medio Evo; la leggenda vuole che la prima natività vivente sia stata creata nel 1223, anche se queste scene venivano già rappresentate da diversi secoli sui gradini delle chiese. Da quella natività vivente, la tradizione è continuata senza interruzioni. Tuttavia, gli interpreti sono stati sostituiti da personaggi fatti d’argilla, legno, cartone, porcellana o vetro. Fu nel XVI secolo che comparvero per la prima volta natività simili a quelle di oggi, la prima delle quali fu creata a Marsiglia nel 1775.
Dopo la Rivoluzione Francese, le chiese furono chiuse, la messa di mezzanotte fu cancellata e le rappresentazioni pubbliche cessarono. Fu in questo periodo che furono creati piccoli personaggi chiamati i “petits saints” o il “santoun”, in Provenza, per permettere a ogni famiglia provenzale di avere la propria natività natalizia, in privato. E così nel 1803, la prima fiera dei santons fu inaugurata a Marsiglia, e si svolge ancora oggi ogni anno, dalla fine di novembre all’inizio di gennaio. Può trovare piccoli santons dipinti, santons in costumi tradizionali che rappresentano ogni mestiere, e tutti gli accessori necessari per decorare la Sua natività.
Quando furono inventati per la prima volta, i santons venivano fatti con briciole di pane, prima di essere realizzati in argilla rossa provenzale. Il vero santons provenzale, fatto d’argilla cruda, fu creato a Marsiglia da Jean-Louis Lagnel. Oggi, ci sono numerosi laboratori di santons a Marsiglia, Aubagne, Aix-en-Provence, Arles, nelle Bouches-du-Rhône, nel Vaucluse e anche nel Var, nelle Alpes-de-Haute-Provence e nelle Alpes-Maritimes.
La fabbricazione dei santons non è un compito semplice, e i santonniers svolgono un lavoro meticoloso. Dopo aver creato il loro modello in argilla grezza, fanno uno stampo, e poi collocano argilla fresca al suo interno. Una volta tolto dallo stampo, il santon deve asciugare e essere cotto in un forno a 800 gradi. Ma la parte più difficile rimane la decorazione del santon, che viene fatta a mano.
Oggi, i santons esistono in centinaia di modelli, di varie dimensioni. Jean-Louis Lagnel, l’inventore dei santons, trasse ispirazione diretta dai suoi vicini che praticavano diversi mestieri, per creare gli stampi dei santons, ed è per questo che sono tradizionalmente vestiti con la moda popolare dell’epoca di Luigi Filippo.
La natività classica e i suoi personaggi abituali sono integrati dai santons della natività provenzale. Ci sono i santons collocati nella stalla, quelli che portano doni, che rappresentano i vari mestieri della Provenza, gli animali, e gli accessori necessari per rappresentare un tipico villaggio provenzale come la stalla, il pozzo, il ponte, il fiume, il mulino, la chiesa, e così via. Numerosi personaggi possono quindi essere trovati: il bambino Gesù, San Giuseppe, la Vergine Maria, il bue, l’asino, i pastori e l’angelo. Nella natività provenzale, compaiono anche il vecchio e la vecchia, il ravi, Pistachié, il tambourinaire. Ci sono anche personaggi che rappresentano piccoli mestieri: il pescatore, la pescatrice, l’acquaiolo, il boscaiolo, il giardiniere, l’agricoltore e i suoi prodotti agricoli, il mugnaio e il suo sacco di farina, il fornaio, il cestaio, il calderaio, l’arrotino, la lavandaia, il cacciatore, lo spazzacamino. C’è anche il prete, il monaco, il sindaco, l’Arlésienne, il cieco e suo figlio, i gitani e i Tre Re. E molti altri ancora.
Ogni personaggio ha la propria storia, e può impararla partecipando a una delle numerose “Pastorales” rappresentate in teatro in tutta la Provenza durante il periodo natalizio.


