← Tutti gli articoli

Crisi sanitaria da coronavirus: un piano di ripresa per il settore edilizio?

L'impatto della crisi sanitaria da coronavirus sull'economia edilizia continua nonostante la fine del lockdown e la ripresa delle attività. Uno sguardo più da vicino alle preoccupazioni di un anno 2020 che indica un possibile crollo dell'industria delle costruzioni.

· Aggiornato il

Crisi sanitaria da coronavirus: un piano di ripresa per il settore edilizio?

L’impatto della crisi sanitaria da coronavirus sull’economia edilizia continua nonostante la fine del lockdown e la ripresa delle attività. Il Presidente della Federazione Nazionale dei Lavori Pubblici (FNTP) Bruno Cavagné ha sottolineato questo aspetto su Europe 1 prima del discorso del Presidente del 14 giugno 2020: il settore edilizio attende “un piano di ripresa d’emergenza”. Uno sguardo più da vicino alle preoccupazioni di un anno 2020 che indica un possibile crollo dell’industria delle costruzioni.

Una situazione molto preoccupante

L’azienda di analisi economica Global Data ha stimato a fine aprile che l’intero settore edilizio mondiale si contrarrà dell’1,4% nel 2020. Questi numeri sono indubbiamente peggiorati da allora, dato il numero di paesi bloccati, progetti ritardati e ordini annullati.

In Francia, il settore impiega due milioni di persone che hanno potuto tornare al lavoro gradualmente, rispettando le ormai note misure precauzionali. Tuttavia, mentre i cantieri risuonano dell’attività dei lavori lasciati incompiuti prima del 17 marzo, c’è il timore che la crisi possa continuare per diversi anni. Il motivo: una timidità negli ordini.

Infatti, la crisi economica è inevitabile e i committenti stanno rinunciando a emettere ordini. Questo vale in particolare per le autorità locali, il cui numero di bandi di gara è diminuito drasticamente secondo Bruno Cavagné. L’autunno fa temere una mancanza di nuovi progetti per sostenere le aziende che avranno sempre un’urgente necessità di generare fatturato.

Intervento del governo

Da marzo in poi, il governo ha avviato una politica di sostegno al settore edilizio, che include:

  • 8,2 miliardi di euro in prestiti garantiti alle aziende del settore;
  • 510 milioni di euro versati in un fondo di solidarietà;
  • la possibilità di mettere in cassa integrazione i posti di lavoro che non possono essere mantenuti (la domanda è stata presentata per 1,4 milioni di dipendenti a marzo e aprile)

Per sostenere la ripresa ora che l’attività è (quasi) completamente ripresa, sono state annunciate nuove misure. Il terzo disegno di legge di bilancio supplementare per 2020 presentato il 10 giugno in Consiglio dei Ministri prevede diverse misure tra cui:

  • sostegno alle aziende con meno di 50 dipendenti che potrebbero vedere annullate le tasse per diversi mesi;
  • sostegno agli investimenti delle autorità locali per un valore di 1 miliardo di euro;
  • copertura parziale dei costi aggiuntivi legati alle misure precauzionali e di distanziamento sociale nei cantieri da parte dei committenti pubblici;
  • sostegno al reclutamento di apprendisti;
  • la possibilità per le coproprietà di decidere sui lavori tramite videoconferenza.

Una ripresa cercata nel lungo periodo

Le misure adottate finora dal governo per sostenere e rilanciare la crescita nel settore edilizio restano insufficienti per salvare il settore secondo i suoi rappresentanti. Speravano, inoltre, in annunci importanti da parte del Presidente durante il suo discorso del 14 giugno 2020. Ci sono stati annunci, ma questi dovranno essere specificati in seguito.

La speranza risiede principalmente nell’intenzione dichiarata dal Presidente di combinare ecologia e settore edilizio nei prossimi anni. L’efficienza energetica dei nostri edifici e la transizione verso un’economia decarbonizzata (particolarmente nell’edilizia) sono temi prioritari che dovrebbero consentire a molte aziende di avere nuovamente ordini ben pieni. Soprattutto se i sussidi pubblici supporteranno la volontà politica.

Il ritorno di settembre sarà un passo importante nel piano di ripresa annunciato. Le misure devono essere più concrete per consentire agli operatori edilizi di pianificare la propria attività per i anni a venire e ripristinare la fiducia ai clienti potenziali: il mercato immobiliare in particolare, che potrebbe riattivare numerosi nuovi programmi di costruzione e investire massicciamente nella ristrutturazione degli immobili esistenti!

Da leggere

Tutti gli articoli →