Castello di Blois, ossia il Rinascimento dei Re di Francia
Il Castello di Blois è un libro di storia essenziale per chi è curioso della storia dei Re di Francia.

Il Castello di Blois è un libro di storia essenziale per chi è curioso della storia dei Re di Francia. Quattro facciate rievocano l’evoluzione dell’architettura dal XIII al XVII secolo, rievocando al contempo le vite di diciassette sovrani reali per i quali fu la residenza preferita durante il Rinascimento. Immergiamoci nel cuore del Loir-et-Cher, per scoprire le ricchezze storiche di questo castello che fu attaccato dai Vichinghi all’inizio della sua storia.
Una storia guerriera nel Medio Evo
La regione, nelle mani dei conti di Blois fin dal Medio Evo, racchiude numerose fortezze tra cui quella di Blois, distrutta dai terribili uomini del Nord nell’854. Quello che conosciamo oggi sorse gradualmente, nel corso di una storia scandita da sontuosi banchetti così come da sanguinosi omicidi.
È nel X secolo che la prima grande torre viene eretta su iniziativa di Thibault il Scaltro. La Collegiata di Saint-Sauveur viene costruita nel cortile anteriore nel XII secolo, una cappella e altri edifici utili completano l’insieme. Il castello è poi oggetto di molteplici modifiche miranti a trasformarlo in una residenza reale a partire dal XV secolo.
La famiglia Blois-Chatillon vende la proprietà nel 1392 a Luigi d’Orléans, ucciso quindici anni dopo per ordine di Giovanni Senza Paura. Suo figlio, Carlo d’Orléans, viene catturato durante la Battaglia di Azincourt nel 1415. Torna venticinque anni dopo per organizzare la sua corte a Blois, circondandosi di letterati. Nel frattempo, è a Blois che Giovanna d’Arco viene benedetta dall’arcivescovo-duca di Reims, Regnault de Chartres, nel 1429, proprio prima della sua partenza per levare l’assedio di Orléans.
La residenza dei Re di Francia durante il Rinascimento
La svolta verso il periodo rinascimentale avviene in questo momento, e Carlo d’Orléans distrugge parte del vecchio castello per modernizzarlo e adeguarlo alla vita desiderata, più incentrata sul piacere che sulla guerra. Suo figlio, Luigi d’Orléans, diventato Re di Francia con il nome di Luigi XII, ne fa la sua residenza reale a spese del Castello di Amboise. È all’inizio del 1500 che impone lo stile gotico sull’architettura del luogo, accompagnato dalla moglie Anna di Bretagna che vi muore nel 1514.
Il XVI secolo è poi ricco di una storia di incontri diplomatici, matrimoni e assassinii di nemici reali. Mentre Francesco I lo trascura un po’ a favore di Fontainebleau, all’interno del quale fonda quello che diventerà la Biblioteca Nazionale, Blois non viene abbandonato. Il sovrano è responsabile della trasformazione di un’ala verso lo stile rinascimentale e lascia il suo nome a una scala monumentale. Numerosi figli reali vengono inoltre educati lì, fino a Caterina de’ Medici.
È sempre a Blois che l’affare dei Placard - l’affissione di manifesti contro la messa anche sulla porta della camera del Re - lancia la repressione del protestantesimo precedentemente tollerato.
Enrico II, Francesco II e Carlo IX lo occupano successivamente. Enrico di Navarra, futuro Enrico IV, si fidanza lì con Margherita di Francia, ed Enrico III vi convoica gli Stati Generali nel 1588-1589.
Progressivo abbandono sotto l’Antico Regime
Il simbolo è lì: anche le nuove costruzioni richieste da Enrico IV finiscono per crollare nel XVIII secolo. Alla morte del sovrano, Blois è a sua volta abitato dalla vedova Maria de’ Medici, Richelieu, e riceve brevi passaggi reali prima di essere donato come dono di nozze a Gastone d’Orléans che vi muore nel 1660, non senza aver intrapreso nuovi progetti di costruzione lasciati incompiuti per mancanza di mezzi. È allora che il castello viene abbandonato.
Trascurato da Luigi XIV, l’ex residenza reale viene venduta a ex domestici che dividono lo spazio abitativo in piccoli appartamenti. Luigi XVI tenta di venderlo poiché la sua manutenzione è costosa, ma in assenza di acquirenti è il reggimento Royal-Comtois che vi si installa.
Saccheggiato durante la Rivoluzione, il castello viene tuttavia venduto da Napoleone I alla città di Blois nel 1810. Rimane utilizzato come caserma ma in parte aperto al pubblico, permettendo in particolare a Victor Hugo, Honoré de Balzac e Alessandro Dumas di scoprirlo.
Blois oggi
Classificato come monumento storico dal 1840, il Castello di Blois viene gradualmente restaurato dopo l’iniziale slancio dato da Prosper Mérimée. Dal 1850 ospita il Museo di Belle Arti di Blois, all’interno dell’ala Francesco I e poi dell’ala Luigi XII. Nonostante le distruzioni dovute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, i successivi restauri ci permettono di ammirare ciò che il Castello di Blois era realmente: il simbolo del potere e della vita quotidiana di sette Re e dieci Regine di Francia.
I segreti della Corte vengono oggi illustrati durante la visita, tra macchinazioni e giochi di potere. Da scoprire: 17 sale di rappresentanza, 9 sale dedicate al museo di Belle Arti e altri spazi sorprendenti, come la sala degli Stati Generali con la sua impressionante superficie di 540 metri quadrati. Motivi floreali, monogrammi, candelabri e altri elementi decorativi unici delizieranno gli occhi e immergeranno i visitatori in un’altra epoca.
Spettacoli sonori e luminosi attendono il visitatore per evidenziare la ricchezza delle facciate, e altri eventi all’interno e intorno al castello completeranno una giornata di visita ben fornita. Uscendo, dovremmo menzionare l’interesse di una sosta alla Casa delle Magie situata di fronte al castello. Unica in Europa, offre una gamma di attrazioni e scoperte spettacolari su non meno di 2.000 metri quadrati, permettendo ai visitatori di passare dalla realtà storica all’illusione fantastica.
L’incredibile ricchezza storica del Castello di Blois è scritta sui suoi muri. Attraverso le epoche, ciascuna viene raccontata da una facciata del castello che può vantare non solo i resti della fortezza feudale, ma anche facciate in stile gotico, rinascimentale e classico. Evidenziando l’intera storia dei castelli della Loira e permettendo una migliore comprensione della storia e del destino dei nostri ex Re, Blois dovrebbe senza dubbio costituire il primo passo in un viaggio per scoprire queste meraviglie che hanno plasmato il nostro destino!


